Benvenuti sul blog della Cabala Book & Beer : La prima BIRRERIA LETTERARIA D'ITALIA!
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Dall'azienda CASTELLO DUCALE situata nelle terre di SOLOPACA ecco a voi questo rosso gentile con riflessi violacei limpido, luminoso e abbastanza persistente. Eccellente l’espressività aromatica di questa varietà, un cassis che dolcemente sibila intenso, e che profondo appaga con le sue distillate effusioni.In particolare è vincente la fusione fra la dolcezza dell’aroma della polpa e la dolce mentositàd’un rovere assai ben bilanciato. Le analogie vanno ad una mora mentosa appena colta con vene olfattive di ciliegia, di ribes, d’amarena, bacche particolarmente fragranti, nette, turgide al profumo. Chiude il cerchio un durante in bocca di bella rotondità d’assieme, tannico in deglutizione, via via più morbido al suo lungo e balsamico persistere.
Va servito ad una temperatura di 15-16°C.
Si accompagna molto bene con primi piatti della tradizione campana, sulle carni, e pesce all’acqua pazza.
Vitigno: Casavecchia 100%
Tipo di terreno: Argilloso - calcareo
Vinificazione: In rosso a temperatura controllata
Maturazione: in barriques di secondo passaggio di rovere di media tostatura per 6 mesi
Joe Zawinul, diminutivo di Josef Erich Zawinul, nasce da famiglia con origini ungheresi, ceche e rom a Erberg, quartiere di Vienna. Inizia a suonare il clarinetto, poi all'età di 6 anni riceve in regalo una fisarmonica, che impara a suonare da autodidatta. Studia musica classica, violoncello e pianoforte al conservatorio di Vienna. Nel 1944 per sfuggire ai bombardamenti la sua famiglia si trasferisce in Cecoslovacchia, dove continua a studiare pianoforte. Quando esce in Austria il film Stormy weather ne rimane così affascinato da andare a vederlo più volte. Da quel momento nasce la sua passione per il jazz. Inizia a suonare in trio nelle varie basi americane sparse per l'Europa. Nel 1959 ottiene una borsa di studio presso la Berklee college of music di Boston e si trasferisce negli Stati Uniti. Collabora con Ben Webster, Mark Murphy e soprattutto con Cannonball Adderley, per il quale scrive gli hit Scotch and Water e Mercy, Mercy, Mercy. Nel 1965 fonda il suo primo gruppo con il clarinettista Karl Drevo. Scopre l'Hammond B-3, che all'epoca era uno dei primi tentativi di creare uno strumento in grado di sintetizzare il suono.
Nel 1968 avviene l'incontro con Miles Davis, presentatogli da Adderley. Zawinul partecipa alle registrazioni dell'album In a Silent Way e compone anche il brano omonimo. Si converte ormai definitivamente alle tastiere elettroniche, di cui acquisisce una padronanza assoluta e contribuisce alla svolta "elettrica" di Davis, partecipando anche alle registrazioni dei dischi successivi: Bitches Brew, Live Evil e Big Fun.
Nel 1971 assieme al sassofonista Wayne Shorter fonda il gruppo dei Weather Report, di cui fanno parte Miroslav Vitous, Alphonse Mouzon e Airto Moreira.
Il gruppo rimane assieme per 14 anni alternando diverse formazioni, in cui hanno militato anche Peter Erskine e il noto bassista Jaco Pastorius, che deve al progetto Weather Report molta della sua notorietà. La musica del gruppo, pur mantenendosi fedele al jazz e al suo spirito di improvvisazione, concede anche spazio alla teatralità del rock, al funk, folk e classicismo, riuscendo a distinguersi e a creare uno stile particolare e facilmente riconoscibile all'interno del genere fusion che stava nascendo e che il gruppo ha contribuito a creare.
Nel 1985 Zawinul e Shorter intraprendono strade musicali diverse, ha termine il loro sodalizio e di conseguenza vengono sciolti anche i Weather Report.
Zawinul inizia una tournée da solo con le proprie tastiere e successivamente fonda il gruppo Weather Update e con loro intraprende un tour mondiale.
Al rientro dal tour si concede circa due anni di pausa e poi pubblica il primo disco con il suo nuovo gruppo, i Zawinul Syndicate.
Malato da tempo di cancro, muore a 75 anni, l'11 settembre 2007 alle 04:55, nella Clinica Wilhelmina di Vienna, dove era ricoverato dal 5 agosto.
Joe Zawinul a Parigi nel Miles Davis and Friends1991
Classe 1912 e vivente, Studs Terkel è un brillante e poliedrico intellettuale americano, noto soprattutto per i robusti lavori di storia orale con cui si è distinto a partire dagli anni sessanta (sulla grande depressione, la seconda guerra mondiale - The Good War gli è valso nell'85 un Pulitzer - le relazioni razziali, il mondo del lavoro, ecc.). Giants of Jazz, uscito nel '56 e poi aggiornato, è stato il suo primo libro, negli anni in cui Terkel era ancora un intrattenitore radiotelevisivo e autore di testi per soap operas. Non stupirà quindi trovare dei passaggi "sceneggiati" nelle tredici vite di grandi protagonisti del jazz scelti da Terker: King Oliver, Louis Armstrong, Bessie Smith, Bix Beiderbecke, Fats Waller, Duke Ellington, Benny Goodman, Count Basie, Billie Holiday, Woody Herman, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, John Coltrane. Nomi classici: ma, come si evince da una piccola appendice, l'idea di Terkel del jazz come esperienza collettiva che via via si evolve e si arricchisce non esclude affatto le forme più audaci e innovative assunte dalla musica neroamericana negli anni sessanta e settanta. Una lettura semplice e scorrevole indicata per i principianti e un ripasso utile e godibile per tutti.
Il jazz è musica di molti, si dimostra nell'ultimo capitolo di questo libro. Nella sua storia non si possono separare né i singoli artisti dal fiume indistinto di suonatori, né isolare la loro musica dalle loro vite. Infatti dietro ogni jazzista c'era un bambino che sentiva un richiamo misterioso e irresistibile. E dietro il richiamo c'era una sofferenza e un'inquietudine indefinite nate quasi sempre sulla strada. Per cui, raccontare la vita e lo stile di tredici grandi creatori del jazz, dagli albori agli anni Settanta, non risponde alla scelta di individuare il genio isolato, ma a quella di indicare la sintesi biografico-artistica in cui si distilla sempre un intero fatidico momento spirituale dell'epopea collettiva del jazz.
La più classica delle miscela da colazione; realizzata con foglie Broken di tè della regione indiana dell'Assam, a cui vengono aggiunte in percentuale tra il 10 ed il 30% - foglie Broken di tè di Ceylon per aumentarne il profumo e spezzarne il gusto forte.Si sposa molto bene con i cibi salati, tipici delle colazioni inglesi e, con l'aggiunta di un poco di crema di latte e zucchero è solitamente molto ben accetta anche da coloro che si avvicinano per le prime volte a questa bevanda.L'aroma è deciso ma non troppo intenso, il gusto non eccessivamente forte ed il profumo gradevole e leggermente fruttato.